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FOTO SOTTO LA PIOGGIA
Spesso sento persone che rinunciano a portare con sé la macchina fotografica in una giornata di pioggia, oppure la prendono soltanto se è una giornata di sole pieno. Secondo me commettono un errore sia i primi che i secondi. Fotografare la pioggia, o con la pioggia può dare buoni risultati, certamente migliori di quelli che si possono avere con una giornata di pieno sole. Con una giornata assolutamente serena, infatti, le foto avranno troppe ombre nette, che si devono correggere con flash o pannelli, e nel caso volessimo fotografare un paesaggio, il cielo risulterebbe piatto. Qualche nuvola renderebbe le foto decisamente più interessanti. Anche la pioggia può aiutarci ad ottenere scatti migliori, anche se ci obbliga a prestare molte più attenzioni alla protezione della macchina. Se siamo in macchina non ci sono problemi (specialmente se il fotografo è il passeggero e non l’autista), infatti basta restare nell’abitacolo e scattare oltre il vetro, che pieno di gocce renderà diverse le foto. Un maestro in questo genere (e non solo) è di sicuro Steve Mc Curry, basta ricordare questa sua foto.

Foto simili si possono ottenere anche in condizioni di scarsa luminosità, poggiando la macchina sul cruscotto, impostando un tempo di scatto di diversi secondi, in base alla necessità e l’autoscatto, restando poi perfettamente immobili per tutta la durata dello scatto. Come in questa foto del campanile del Lago di Resia, in Alto Adige.

Anche abbassando il finestrino e riparandoci possiamo scattare belle foto, facendo attenzione a non bagnare la macchina. Il vetro della macchina non è ovviamente il solo che si possa utilizzare come filtro per scattare sotto la pioggia, anche le finestre, le vetrine, i portoni... si possono usare nella stessa maniera. In questo caso, mettendo a fuoco le gocce e cercando di non sfocare troppo i palazzi, ho cercato di mostrare un improvviso temporale estivo a Buenos Aires.

In alternativa per proteggere la macchina fotografica dalla pioggia basta usare un ombrello da tenere con la sinistra, anche se questa operazione ci costringe a qualche equilibrismo, soprattutto se stiamo scattando con una reflex. In questo caso il consiglio è quello di mostrare una parte di ombrello in un angolo o comunque nella parte superiore della foto. In questa maniera chi guarderà poi il nostro scatto avrà quasi l’impressione di trovarsi sul posto.

Se la soluzione dell’ombrello vi sembra scomoda e preferite coprirvi con un k-way, allora potete riparare la macchina dall’acqua, avvolgendola con un sacchetto di plastica sul quale avrete praticato un foro per l’obiettivo. In questo caso, se usate una reflex, consiglio di proteggere comunque la lente con un filtro skylight trasparente.
Nel caso queste soluzioni caserecce non vi convincessero, potete sempre impermeabilizzare la macchina con una custodia; ne esistono di diversi tipi con prezzi diversi.
Quando piove, se ci troviamo nei pressi di un fiume o un lago, possiamo provare a immortalare i cerchi che forma la pioggia nell’acqua, magari inserendo una pietra o qualche altro elemento statico nella foto. Come in quest’immagine dell’Aniene.

Le pozzanghere, sia mentre piove che dopo, offrono prospettive interessanti per monumenti, vie, palazzi e anche per il viavai delle persone. In questi casi, oltre al riflesso, è consigliabile inserire nell’immagine anche una parte di ciò che c’è intorno, come una parte di pavimentazione stradale, o le gambe di un passante.

Le pozzanghere in certi casi offrono delle sfumature gradevoli tra il riflesso del cielo e la strada e le foto di questo tipo si prestano molto bene ad essere ruotate di 180° dando illusioni prospettiche particolari.

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Autore sciurulus
Sito Web Diego Funaro

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