Il rituale è semplice e ciò che occorre possedere è un bicchiere in cui viene versata dell'acqua è verrà riempito solo per metà; poi del grano o del riso e delle pietrine di sale. Si prende il bicchiere, si fa il segno della croce e poi si pronunciano due preghiere specifiche per questo tipo di rituale 3 volte consecutive. Fatto ciò si gettano il grano e il sale nel bicchiere e poi si controllerà se gli occhietti (ma in realtà si formano delle bollicine e anche delle bolle grandicelle) si sono formati. Queste bolle possono formarsi alle estremità del grano, questo significa che il malocchio ha preso la nostra testa e quindi accuseremo una forte emicrania che potrebbe essere accompagnata da vomito. Se la bolla invece si forma al centro del grano allora il malocchio è nello stomaco, perciò avremo forti fitte alla pancia accompagnate da coliche e anche da vomito. Nei casi più disperati le bolle possono formarsi su tutta la superficie del chicco di grano. I sintomi comunque possono essere di diversa natura, anche la pesantezza agli occhi, febbre, stanchezza cronica. Finito il rituale si usa far bere un sorso dell'acqua del bicchiere, e in teoria il malocchio dovrebbe essere svanito e quindi curato. Ma alle volte accade che è talmente forte che il rituale va eseguito più volte. Alcuni riescono a percepire anche se questa negatività è stata inviata da un uomo o una donna.
Per prima cosa è necessario spiegare cosa si intende per sedute neolitiche. Questo tipo di pratiche curative ovviamente risale all’età nuragica, quindi tra il 2500 e il 1000 a.C. Nella civiltà nuragica le pietre avevano un alto valore sacro ma soprattutto erano strettamente legate alle conoscenze astronomiche e al culto degli astri. Aristotele, per esempio, descriveva le antiche tradizioni sarde, le quali prevedevano di visitare le tombe degli eroi cioè i capi spirituali defunti (sacerdoti-sciamani ma anche sacerdotesse) per svolgere particolari riti di guarigione per allontanare mali fisici, ossessioni e spiriti maligni. In questi luoghi si trascorrevano esattamente 5 giorni e cinque notti, e si dormiva. Questa terapia si compiva attraverso il sonno ma soprattutto attraverso i sogni. Tutto questo si deve ricollegare alla pietra con cui sono state realizzate queste tombe:il granito, il quale essendo un ottimo trasportatore di energia perché costituito da biossido di silicio, ha un effetto magnetoterapeutico naturale. Inoltre queste tombe, come quelle dei Giganti di Li Mezzani, sono costruite su siti di alto valore energetico-vibrazionale, a livello di terra ma anche di cosmo. Ancora oggi in tanti sostengono di aver tratto dei benefici da questa energia in particolare all’apparato osseo, specialmente chi soffre di osteoporosi, cervicale, mal di schiena, reumatismi, periartriti o lombosciantalgie. I primi benefici si avvertono dopo aver fatto regolari sedute per almeno una settimana, meglio dieci giorni. Bisogna stendersi per mezz’ora alla volta all’interno del corridoio tombale, oppure sedersi lungo le panchine dell’esedra, senza incrociare ne braccia ne gambe, per far fluire meglio l’energia e il magnetismo che si sprigionano dal sito. La sensazione che si ha all’inizio , di solito, è di formicolio alle dita delle mani o dei piedi,oppure si prova un intenso caldo o freddo nella zona da curare. In alcuni casi si avvertono benefici improvvisi, in altri invece sembra che il dolore peggiori, ma dopo qualche giorno si avverte il miglioramento. Questo tipo di trattamento può essere utile anche in caso di ansia,insonnia, depressione, poiché in molti, dopo aver sostato sopra la tomba dei Giganti, avvertono un grande senso di rilassatezza, ed una propensione al sonno tranquillo.
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