La storia di Renato Vallanzasca occupa una bella porzione delle pagine della cronaca italiana degli anni "70" Il bel Renò, nomignolo affibbiatogli per il suo gradevole aspetto e da lui odiato, nasce nel quartiere popolare di Giambellino, alla periferia sud di Milano, il 14 Febbraio 1950.
Comincia fin da bambino la sua attività criminale con piccoli furti e rapine. Il suo primo incontro con la polizia avviene all'età di soli otto anni allorchè organizzò portandola a termine la fuga degli animali da un circo!
Negli anni '60 era già conosciuto come uno dei capetti più rispettati della Comasina e in breve accumulò un bottino cospicuo tanto da potersi permettere un notevole tenore di vita.
Il 14 Febbraio 1972 Vallanzasca viene arrestato dieci giorni dopo aver rapinato un supermercato. Ad arrestarlo è la squadra mobile di Milano diretta da Achille Serra.
Renato rimane in carcere per 4 anni e non si può certo affermare che siano anni tranquilli; partecipa ad ogni sorta di rivolta e un pensiero fisso gli martella la mente: La fuga.
Si procura una bella epatite ingerendo uova marce e iniettandosi urina e viene trasferito in ospedale dove, grazie alla complicità di un poliziotto, evade il 28 Luglio 1976. Per niente sfiduciato o ravveduto, rimette insieme la vecchia banda e si ributta a capofitto nella sua vecchia vita. Mette a segno una 70 ina di rapine lasciandosi dietro una fila di cadaveri: 4 poliziotti, un vigile urbano, un medico e un impiegato di banca.
 
Ma le rapine non lo accontentano più, lui aspetta il grande colpo, quello che gli permetterà di sistemarsi una volta per tutte: Il sequestro di persona.Il 13 dicembre del '76 cade nella sua rete Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore milanese che verrà poi liberata dietro pagamento di un riscatto di 1 miliardo di lire il 22 gennaio dell'anno successivo. Renato ha 27 anni e ferito all'anca cerca rifugio a Roma, dove viene nuovamente arrestato il 15 Febbraio.Tornato nel carcere milanese di San Vittore, sposa Giuliana Brusa il 14 Luglio 1979 e il 28 aprile 1980 tenta nuovamente di evadere. Vera scena adrenalinica da film d?azione americano: nell'ora d'aria compaiono tre pistole, i detenuti prendono in ostaggio 3 brigadieri e si dirigono verso il cancello; ne segue una sparatoria che si protrae dal carcere per le strade e nella metropolitana, ma Vallanzasca e altri nove detenuti vengono riacciuffati, mentre qualcun altro riesce a darsela a gambe!Le rocambolesche e sanguinolente vicende di Renato Vallanzasca detto il "bel Renò" sembrano finire qui?. Invece no!

Il 20 marzo 1981 si trova nel carcere di Novara e nel bel mezzo di una rivolta!
Qui, a parer mio, crolla la legenda di Renato Vallanzasca il cui nome oltre che al simbolo della criminalità era associato all'idea di una vita spericolata, in certo senso eroica, avventurosa? un mito anche se nel male! In questa data Renato commette un gesto gratuitamente malvagio
e di atroce efferatezza: durante la rivolta taglia la testa ad un ragazzo e ci gioca a pallone.Si aprono le porte del carcere duro. Si decide dunque il trasferimento all'Asinara. Renò è un uomo pieno di risorse e anche il destino sembra essergli favorevole cos?, mente si trova sul traghetto Flamia direzione Asinanara, i cinque carabinieri che lo scortano gli assegnano una cabina sbagliata e lui riesce ad evadere da un oblò. E' il 18 Luglio 1987.
L'evaso si reca a piedi da Genova a Molano, si concede un intervista a radio popolare e sparisce.
Cambia aspetto e si concede una vacanza a Grado dove viene considerato uomo affabile e divertente.
Il 7 agosto, mentre cerca di raggiungere Trieste, viene fermato ad un posto di blocco e benchè sia armato, non oppone resistenza. Ritorna in carcere ma non ? ancora stanco e continua a sognare la conquista della libertà.
Tenta nuovamente l'evasione dal carcere di Nuoro il 31 dicembre del 1995 ma senza successo. E' accusato di 7 omicidi ed ha collezionato 4 ergastoli e dal 2003 Renato Vallanzasca è recluso in qualità di sorvegliato speciale nel carcere di Voghera.
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Per quanti crimini si sia macchiato, per quanto fuori legge sia stata la sua vita, ? senza ombra di dubbio un personaggio dotato di grande carisma e fascino?. Mi verrebbe di paragonarlo al capitano di una ciurma di pirati o al capo di una banda di balordi del Medioevo che la cultura popolare innalza a eroe, seppure nella sua accezione pi? negativa.
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