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Fotografia di viaggio
Prima di partire per un viaggio è bene informarsi sulla destinazione leggendo guide, ma anche romanzi ambientati in quel paese o guardando film e documentari.
Al momento di preparare il bagaglio non devono mancare una batteria e qualche scheda di memoria per riserva, obiettivi, flash esterno (per chi ha una reflex), treppiede una pezzetta per la pulizia delle lenti, sacchetti di plastica per le foto sotto la pioggia. E chiaramente si deve essere certi della buona manutenzione di tutta l’apparecchiatura.
Solitamente un turista fotografa monumenti o paesaggi, escludendo dall’inquadratura persone e altri elementi circostanti, nelle ore centrali della giornata, dai “belvedere”, senza la ricerca di un punto di vista differente e spesso senza che si addentri in ciò che si sta fotografando da lontano. Meglio fotografare in maniera completamente diversa: un paesaggio alpino è più interessante se trovano posto al suo interno alcuni elementi che attirano l’attenzione, come delle vacche al pascolo e una pala eolica, che rendono l’immagine completa e raccontano il posto.
Nel fotografare un paesaggio, il fotografo deve considerare il particolare che ha colto la sua attenzione, oppure ragionare per aggettivi. Prima di scattare la foto deve pensare a come definirebbe il panorama che gli si presenta davanti. Nel caso di una vallata “ampia” con dei raggi che filtrano tra le nuvole cercherà di inserire la valle e i raggi nella foto, aumentando le distanze con un grandangolo.
Un fiume è un buon soggetto per una foto paesaggistica, con un tempo sufficientemente lungo si può coglierne lo scorrimento, un monumento, un rudere, un edificio… possono dire dove ci si trova, un ramo in primo piano che incornicia l’elemento caratterizzante dà profondità alla scena e importanza al soggetto di sfondo.
Quando si fotografa un monumento è bene farlo inserendolo nel contesto. L’illuminazione è sempre fondamentale, uno scatto fatto al tramonto è più suggestivo.
In alternativa fotografare ad un particolare, giocando con le linee e le geometrie, inserendo un elemento umano per stabilire le proporzioni del palazzo o del monumento, come in questa foto delle poste centrali di Palermo.
Un punto di vista insolito aiuta ad ottenere foto belle.
Un punto di vista inusuale che cattura l’attenzione è quello immerso nell’azione, quanto più vicino possibile al punto di vista di uno dei soggetti ritratti.
Le superfici riflettenti sono ottime per fotografare monumenti o palazzi celebri.
Quando si viaggia è bene informarsi sulle manifestazioni che si svolgono nella meta prescelta. Un’architettura , soprattutto se famosa, immortalata durante un evento è decisamente più interessante.
In certi casi l’interno di un edificio offre spunti eccezionali.
Nella fotografia di viaggio, poiché si deve tentare di raccontare un luogo attraverso le immagini, è necessario cercare di capire dove e come trovare lo “spirito del luogo”. Un gruppo di bambini che giocano a calcio alla Boca è rappresentativo della città di Buenos Aires come il tango.
Meglio allontanarsi dalle zone più turistiche, spesso si trovano anche opere d’arte o monumenti non segnati nelle guide.
La lontananza dalle zone più frequentate dai turisti permette anche di incontrare scene abituali, molto più autentiche di quelle spesso costruite ad arte come “spettacolo” per i turisti.
In alcune zone dell’America Latina è frequente imbattersi in qualcuno che tenta di riparare un vecchio mezzo. Naturalmente occorre essere rapidi, tenendo la macchina pronta a scattare, è sconsigliabile riporla nello zaino, perché si perde semplicemente tempo a prenderla nel momento opportuno.
La velocità serve anche per fotografare un paesaggio, un panorama, un tramonto, perché la luce cambia continuamente.
L’alba e il tramonto sono i momenti migliori per fotografare monumenti e paesaggi (se non si conosce il punto in cui sorge o tramonta il sole meglio munirsi di una bussola).
Per trasmettere ilo spirito di un posto, una foto, per quanto bella, difficilmente basta. Si deve pensare al viaggio quasi come ad un fumetto, con una serie di tavole illustrate che ne parlano. Quindi non basta soffermarsi su un paesaggio, un monumento, un’attività tipica, occorre pensare a come combinare questi diversi elementi, insieme a ritratti degli abitanti indigeni, cibi caratteristici , dettagli significativi e, laddove ve ne siano, anche costumi tipici.
Quando si fotografano persone, è opportuno interagire con loro. Eventualmente preeendere la macchina fotografica in un secondo momento, è importante per creare una complicità che sarà poi visibile nella foto.
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Autore
sciurulus
Sito Web
Diego Funaro
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