Raramente nell’antichità alle fanciulle veniva insegnata l’arte della pittura, considerata troppo impegnativa e maschile per eccellenza. Artemisia Gentileschi nasce a Roma nel 1597 e inizia la sua carriera nella bottega del padre. Appena quindicenne un grave episodio di violenza sessuale nei suoi confronti, da parte del pittore Agostino Tassi, ne segna il carattere e la vita. Susanna e i vecchioni, datato 1610, viene dipinto quando Artemisia aveva appena 17 anni.
Raffigura la storia di Susanna descritta nel libro di Daniele nell’Antico Testamento, una matrona bellissima, vista e desiderata da due vecchi che spiavano frequentemente la sua casa. Un giorno, la donna decise di fare il bagno nel suo giardino e mandò le ancelle a cercare olio e balsamo. Non appena le ancelle furono lontane i vecchi si avvicinarono a Susanna chiedendole dei favori sessuali e minacciandola, in caso di rifiuto, di dichiarare che l’avevano vista con un giovane amante. La donna li respinse e i due la calunniarono. Daniele interrogò i vecchi separatamente in modo da confrontare le versioni dei fatti. In effetti, i dettagli forniti dai due non coincidevano, così Daniele comprese la loro menzogna e li condannò a morte.
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