ARTEMISIA GENTILESCHI -SUSANNA E I VECCHIONI

ARTEMISIA GENTILESCHI -SUSANNA E I VECCHIONI

1610 olio su tela, 170 × 119 cm Pommersfelden,
Collezione Graf von Schönborn

Raramente nell’antichità alle fanciulle veniva insegnata l’arte della pittura, considerata troppo impegnativa e maschile per eccellenza.
Artemisia Gentileschi nasce a Roma nel 1597 e inizia la sua carriera nella bottega del padre.
Appena quindicenne un grave episodio di violenza sessuale nei suoi confronti, da parte del pittore Agostino Tassi, ne segna il carattere e la vita.
Susanna e i vecchioni, datato 1610, viene dipinto quando Artemisia aveva appena 17 anni.

Raffigura la storia di Susanna descritta nel libro di Daniele nell’Antico Testamento, una matrona bellissima, vista e desiderata da due vecchi che spiavano frequentemente la sua casa.
Un giorno, la donna decise di fare il bagno nel suo giardino e mandò le ancelle a cercare olio e balsamo. Non appena le ancelle furono lontane i vecchi si avvicinarono a Susanna chiedendole dei favori sessuali e minacciandola, in caso di rifiuto, di dichiarare che l’avevano vista con un giovane amante. La donna li respinse e i due la calunniarono. Daniele interrogò i vecchi separatamente in modo da confrontare le versioni dei fatti. In effetti, i dettagli forniti dai due non coincidevano, così Daniele comprese la loro menzogna e li condannò a morte.

Susanna, che non aveva ceduto alle richieste dei vecchi, divenne il simbolo della fedeltà coniugale, della castità e della virtù. Nonostante ciò gli artisti del Cinquecento e del Seicento spesso raffiguravano l’eroina come una seducente tentatrice o, come una vittima consenziente e posta in evidenza per essere apprezzata dallo spettatore.
Artemisia aveva voluto vedere nella Susanna una sorta di auto-rappresentazione della propria condizione di giovane donna quotidianamente insidiata da uomini lascivi. Il quadro precede lo stupro subito da Artemisia, ed è stata avanzata l'ipotesi che l'uomo con i capelli scuri (troppo giovane per essere chiamato "vecchione") si possa identificare con Agostino Tassi. Mentre nella maggior parte dei casi gli artisti raffiguravano lo stesso soggetto con una composizione laterale, qui è verticale e consente ai vecchi di insistere sulla donna affinché soddisfi le loro richieste. Ponendo i due vecchi in tale posizione, dietro la parte superiore del muretto della fontana e raffigurandoli come elementi scuri che incombono sulla pallida e seminuda Susanna, l’artista mette in condizione lo spettatore di poter capire la terribile situazione della donna indifesa, che tende le mani quasi a voler allontanare da sé la molestia dei due

 

 

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Autore GnappaQueen
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