L'Egitto arriva in Australia!

L'EGITTO ARRIVA IN AUSTRALIA

Se pensiamo che i geroglifici possano trovarsi soltanto in Egitto ci sbagliamo di grosso, recenti scoperte hanno rinvenuto questa complessa scrittura anche in Australia a non troppi chilometri dalla famosa città di Sidney.
I gereoglifici risalirebbero secondo il ricercatore Paul White a 4.500 anni fa, volendo rimanere ancorati alla tradizione Africa e Australia non avrebbero potuto neanche minimamente comunicare con i mezzi dell'epoca, eppure eccoci qui di fronte ad un nuovo enorme enigma! La storia di come furono scoperti è un po fuori dal comune: nei primi anni settanta ( bensì fossero conosciuti già nei primi anni del novecento) un ragazzo camminando nella foresta del Parco Nazionale della Hunter Valley perse improvvisamente di vista il suo cane, cercandolo e chiamandolo si abbattè in due grandi rocce di arenaria , una di fronte all'altra, scolpite appunto in quello strano stile che rappresentava il popolo dell'Egitto.
Ben duecentocinquanta sono i gereoglifici che ci raccontano la tradizione di questo mitico popolo che a quanto pare ci riserva moltissime sorprese, diversi non sembrano essere autentici ma copiati dal popolo aborigeno che vive nella riserva.
Studiati dall'egittolo- traduttore Ray Johnson, il lungo testo scolpito sembra appartenere al periodo della terza- quarta dinastia dove sorgeva sulle sponde del Nilo il grande regno di Ra’Djedef figlio di Cheope. Ciò che fece rimanere perplessi gli studiosi sul fatto stesso che molte delle figure rappresentate risalgono a tempi cosi primitivi che non si sono potute tradurre, certo la perplessità non fu minore vedendo questi strani disegni misti a quella scrittura che risalirebbe a tempi molto più moderni secondo le statistiche, ma vediamo ora più da vicino il vero e proprio significato di questo messaggio mantenuto dalla terra.
Lo scritto si apre con la figura di Anubi , il dio incaricato di portare l'anima del morto nell'aldilà , possiamo quindi intuire che la saga narrataci è la storia di un viaggio non andato purtroppo a lieto fine. Si narra quindi di una spedizione in terra straniera guidata dal signore Djes-eb , probabile figlio di Ra’Djedef . La sua morte prematura fece si che i suoi compagni scrissero questo messaggio per i posteri o per tutti coloro che avrebero in qualche modo , all'epoca, sapere lo scopo di quella venuta. L'intento era riuscire a portare un messaggio di pace e sicuramente legato a qualche divinità in terre che ancora non erano state valicate, come appunto ci riferiscono i geroglifici.

Porterò qui di seguito una piccola traduzione che ci farà capire ed intuire soprattutto il disorientamento dell'equipaggio:

"Siamo andati per colline e deserti, nel vento e sotto la pioggia, senza trovare laghi. "

Questa frase ci fa capire come sia importante l'acqua per la sopravvivenza dell'uomo o come poteva tornare utile a loro per compiere qualche sconosciuta missione di cui noi non siamo a conoscenza!

"È stato ucciso mentre trasportava alto il vessillo del Dio Falco in terra straniera, attraverso le montagne, il deserto e l’acqua. Egli, che è morto prima, qui è stato lasciato a riposare. Possa avere la vita eterna. Non si alzerà mai più in piedi presso le acque del Sacro Stagno di Mer, il cui nome significa ‘amore’ "

L'illustrazione della morte troppo precoce di Djes-eb, lasciato quindi in qualche dove e in qualche modo li in Australia, il corpo non è stato ancora trovato ma sfido che ciò possa essere possibile ed anche se vi è l'indicazione per raggiungere e riconoscere la tomba reale io non credo che la spedizione poteva mettere in conto la morte di qualcuno , tanto meno quella del loro sigore, quindi non penso che a bordo della "nave" ci sia stato l'occorrente necessario per mummificare il corpo. In questa maniera invece ci viene descritto il motivo del decesso:

"Il serpente ha morso due volte. I seguaci del signore Khufu, vigoroso Re del Basso Egitto, Signore dei due Regni, non ritorneranno tutti. Tutte le sponde dei fiumi e dei torrenti sono asciutte. La nostra imbarcazione è danneggiata e legata con la corda. Abbiamo dato il rosso d’uovo dalla cassa dei medicinali ed abbiamo pregato Amen, il Nascosto, dato che è stato colpito due volte."

Qui invece la descrizione della tomba:

"Abbiamo murato l’entrata laterale al rifugio con le pietre ed abbiamo allineato la camera ai cieli occidentali. Le tre porte dell’eternità sono state collegate all’estremità posteriore della tomba reale e sono state sigillate. Abbiamo disposto al suo lato un vaso, l’offerta santa, caso mai si svegliasse dalla tomba. È separato dalla casa il corpo reale e tutti gli altri."


In seguito venne ritrovato un edificio molto simile ad un luogo di culto nel Queenisland, alla sua entrata due enormi statue raffiguranti due scimmie (secondo la credenza egizia la scimmia rappresentava il dio Thoth)una delle due in posizione accovacciata, non abbiamo altre notizie sul ritrovamento di un eventuale corpo ma molti di quei graffiti ritrovati nella riservanaturale sono rappresentati sull'edificio stesso, è stato questo infatti il motivo cruciale che ha fatto pensare agli studiosi il fatto che sia proprio la tomba del giovane Djes-eb.

Questa è la storia di una tragedia che portò la fine di una vita reale venuta in pace per portare un messaggio divino , ora, svelato il significato di un tale codice rimane un altro quesito: Lo spostamento. Gli egizi parlano spesso di "navi" , navi del colore del sole molto grandi e molto veloci , che sicuramente abbiano avuto conoscenze molto più elevate delle nostre anche a livello prgettativo non è da mettere in dubbio , ma creare delle navi per l'epoca, che potessero affrontare un simile viaggio transoceanico non poteva essere possibile per quanto ne sappiamo. Mi piace pensarla molto liberamente e come ci raffigurano tanti altri geroglifici vediamo spesso immagini di navicelle spaziali simili ai nostri shuttle...magari uno spostamento del genere poteva essere compiuto tramite questi mezzi!Non possiamo dare nulla per scontato...
Non avendo forse la possibilità di fare rientro in patria l'equipaggio cercò di instaurarsi nel territorio ormani scoperto, vi dico questo perchè sono stati ritrovate tanti altri graffiti egizi a largo di quasi tutte le coste australiane, soli, divinità e tante altre immagini fanno parte di una gamma di raffigurazioni di un mistero ancora irrisolto che cercò invano di spiegare il professor A.P. Elkin imbattendosi in un popolo indigeno che , pensate, non aveva mai conosciuto un uomo bianco, alla vista del professore la piccola tribù lo salutò con segni di massoneria segreti della mano, i loro segni somatici inoltre non erano molto comuni a quelle autoctone. Riuscì a scoprire che adoravano una divinità che rappresentava il Sole, una la Madre Terra e un'altra ancora Il Serpente dell'arcobaleno come se non bastasse molte parole della loro lingua avevano origine egiziana, venivano chiamati i : Wandjina i quali secondo la leggenda provenivano dalla'altro capo dell'oceano Indiano per mezzo di ,appunto, grandi navi. Che magnifico mistero ,questo come tanti altri e forse anche di più davvero interessante.

Ci si pongono tante domande e tante ipotesi ma il fascino che provocano non ha prezzo . Un ultima strabiliante notizia provenì dal Cairo Times del 1982 : Grazie a degli scavi adibiti a Fayum vicino ad un oasi di nome Siwa, in Egitto, furono scoperti resti fossili di canguri e altri piccoli marsupiali australiani...spiegazioni? Nessuna solo tanto stupore.
Siamo piccole menti che si pongono quesiti tanto grandi , forse una risposta non l'avremo mai ma grazie a chi si pone domande il mondo del mistero non morirà mai. Sono tantissimi gli echi che provengono dal passato chiudiamo gli occhi e cerchiamo di sentirli, questa è vero è la storia di una tragedia che ci ha portato però in un continente che fino a ieri reputavamo più giovane e meno popolato di quanto non lo sia oggi...

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Autore Serena Dolfi
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