Inizio questa serie di suggerimenti per scattare buone fotografie con un’indicazione su come comporre l’inquadratura in modo “corretto”. Si potrebbe pensare che sia una buona foto quella simmetrica, in cui il soggetto è al centro dell’immagine, ma non è così, infatti se il soggetto è troppo centrale si crea un effetto statico, che rende la foto priva di interesse, al contrario se decentriamo, anche di poco il soggetto principale della nostra foto possiamo ottenere risultati migliori. Ma vediamo più precisamente cosa intendo. Mentre scattiamo una foto (o mentre la ritagliamo al pc) dobbiamo dividere idealmente l’inquadratura in nove rettangoli grosso modo uguali, formati da due linee verticali equidistanti e due linee orizzontali equidistanti, come in questa immagine:
nello scattare la foto o ricomporla in seguito al computer dobbiamo tenere presente che i punti di intersezione delle linee (quelli segnati in rosso nell’immagine) sono quelli attorno ai quali è consigliato posizionare i soggetti per ottenere un effetto dinamico, o evidenziare le profondità, in modo tale che lo sguardo di chi osserva la foto sia naturalmente portato a spostarsi attraverso di essa e non resti fermo come invece accadrebbe guardando una foto in cui il soggetto è posto al centro. Questo modo di comporre l’immagine è detto regola dei terzi, ed è usato soprattutto per foto di paesaggi, nelle quali, oltre all’indicazione di spostare fuori dal rettangolo centrale il soggetto, o un punto di interesse, un monumento, albero, monte, ecc.. si consiglia di tenere lontano dal centro anche l’orizzonte, cioè si consiglia di spostarlo o sulla linea inferiore delle nostre due orizzontali,oppure su quella superiore.
La scelta ovviamente è del fotografo che valuterà se enfatizzare il cielo, oppure eventualmente un prato, il mare, un lago, insomma qualsiasi cosa formi la parte inferiore del paesaggio, volendo si può anche esasperare la composizione spostando la linea dell’orizzonte ancora più in basso o più in alto, come in questa immagine della skyline di Roma con la silhouette della cupola di S. Pietro molto decentrata e l’orizzonte molto basso, anche rispetto alla linea inferiore dei terzi.
Ma questo consiglio vale anche per la composizione di ritratti, nei quali cercheremo di porre la linea degli occhi del volto inquadrato, leggermente spostata rispetto alla metà della foto, come in questo scatto nel quale gli occhi sono evidentemente sulla superiore delle due linee orizzontali mostrate nella prima immagine e in cui possiamo vedere tra l’altro che il volto è decentrato verso sinistra, grosso modo tenendo la linea verticale naso/bocca sulla linea verticale dei terzi di sinistra, eliminando l’effetto fototessera che avremmo avuto mettendo il viso al centro, magari con la linea degli occhi spostate anch’essa verso il centro.
Grazie alla regola dei terzi possiamo anche dare un minimo di profondità e di movimento dove mancano del tutto, come in questa foto in cui sono presenti solo un muro, assolutamente piatto e un uomo assolutamente fermo, avendo posizionato il soggetto (l’uomo seduto) fuori dal rettangolo centrale, e lungo una delle linee dei terzi, ho posto lo sguardo dell’osservatore nella condizione di spostarsi alla ricerca di altri punti di interesse, anche se non ci sono, viceversa lo sguardo dell’osservatore sarebbe rimasto pressoché fermo se avessi posizionato l’uomo nel centro dell’inquadratura, rendendo l’immagine noiosa e ancora più piatta di quanto non sia già.
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