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ara21 • Leggi il Topic - pi greco - Il teorema del delirio .

pi greco - Il teorema del delirio .


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pi greco - Il teorema del delirio .

ninive » Dom Mag 27, 2007 11:30 am

Il protagonista è Max Cohen (Sean Gullette), un giovane genio matematico molto promettente: pubblicazioni a sedici anni, dottorato a vent'anni, Max ha tutte le carte in regola per scoprire qualcosa di rivoluzionario. Ma la vita non può essere solo matematica, come il suo mentore Sol Robenson (Mark Margolis) cerca di fargli capire. Max vive in un misero appartamento di Chinatown, con tre lucchetti aggiuntivi alla porta. Non ha vita sociale, non ha amici, sembra completamente alienato dalle persone che lo circondano, per le quali prova solo fastidio e paura, soffre di continue emicrania, insonnia e manie di persecuzione.

11:15, riaffermo le mie assunzioni 1. La matematica è il linguaggio della natura. 2. Ogni cosa attorno a noi può essere rappresentata e spiegata attraverso i numeri. 3. Tracciando un grafico di questi numeri è possibile fare emergere dei modelli. Perciò ovunque in natura esistono dei modelli.

Queste le regole che dettano la sua vita. Max si dedica notte e giorno, senza dormire, allo studio del π e alla ricerca di modelli matematici in natura, ricerca che attira l'interesse di molte persone, e che lo porteranno a fare i conti con la crudeltà della realtà e le sete di potere degli uomini.

L'appartamento di Max non è un luogo molto accogliente in cui vivere, almeno per la maggior parte delle persone. E' un utero cyberpunk-tecnologico, cavi di ogni genere spuntano dalla struttura del suo super computer fatto in casa, schermi ovunque e tastiere mezze rotte. Max condivide l'appartamento con Euclide (il super computer), il quale diventa un vero e proprio personaggio allegorico del film (non a caso gli viene dato un nome, come la tradizione informatica vuole), e le formiche. Max è un eroe cyberpunk, il cosiddetto "uberman" (N.d.R. l'oltreuomo Nietscheano, l'Übermensch?), secondo le parole di Aronofsky stesso, capace di costruire una workstation ipertecnologica con pezzi di scarto e formulare teorie matematiche che nessun altro mondo è in grado di fare.

La struttura del film è apparentemente caotica e può disorientare alla prima visione, data la quasi assenza di trama. In realtà è una nitida e dettagliata riproduzione della struttura mentale del protagonista, che riesce a trovare ordine in un mondo apparentemente senza regole. Il film è chiaramente e saldamente diviso in tre atti, dettati dai black out di Max, successivi alle sue emicranie. La metafora del mondo è ben presentata dalla famosa scena del goban. Secondo la tradizione giapponese la tavola del go (una specie di scacchiera, goban appunto) è considerato un micromondo. Inizialmente appare semplice ed ordinato, ma ben presto il caos sopraggiunge, posizionando le pietre bianche e nere nel goban si possono avere possibilità inimmaginabili (anche se comunque limitate), si dice che ci siano mai state due partite uguali a go, come i fiocchi di neve. Ciò rappresenta in miniatura il nostro universo, eccezionalmente caotico e senza regole. Max però la pensa diversamente, crede che dietro a tutto ci sia un modello, anche se non siamo abbastanza sofisticati da capire quale sia, e lui intende trovarlo.

Le formiche sono uno dei tanti piccoli dettagli che rendono il film eccezionalmente visionario e geniale, come la presenza incessante del bianco nero, sia a livello visivo (la pellicola è in bianco nero, le pietre del go) che a livello simbolico (ordine e caos). Nelle formiche è raccolta la quintessenza della regia del genio Aronofsky: capace di dare grande cura ad un dettaglio apparentemente insignificante e racchiudere al suo interno moltissime simbologie e diversi livelli di astrazione. Le formiche sono insetti che stanno sempre in gruppo, socievoli. Si dice che persone che soffrono di solitudine abbiano spesso allucinazioni, in particolare di formiche (Oldboy docet), proprio ad indicare il loro bisogno inconscio di compagnia, bisogno di non sentirsi soli. Questo elemento si integra perfettamente con la storia di π, in cui il rapporto tra illusione e realtà si fa sempre più labile, le allucinazioni di Max sono sintomo del suo stato confusionario mentale e allo stesso tempo del suo genio. Le formiche rappresentano anche l'elemento di vita nell'Universo che Max sta studiando. Nei titoli di apertura e nei trailer originali compaiono spesso riprese di formiche laboriose, a migliaia, muovendosi in modo apparentemente caotico e casuale. Le formiche sono la metafora della vita, sia a livello di ciò che rappresentano che dal punto di vista biologico, come si scoprirà nel film.

La cosa straordinaria di π è che gli elementi tecnici di regia servono a comprendere meglio il significato del film, quando noi poveri mortali ci troviamo inermi di fronte ad una simbologia alquanto oscura e complessa. L'elemento convulsivo del film è protratto con una maestria senza precedenti, soprattutto considerando che si tratta del primo lungometraggio del grande regista indipendente Americano. La soggettività e la paranoia di Max sono visivamente e acusticamente ritratti attraverso l'uso di telecamera a seguire, primissimi piani allucinanti, inquadrature oblique e spesso in movimento, musiche elettroniche incessanti e visionarie, sempre rappresentative di uno stato d'animo o mentale.

Alcuni credono che le emicranie di Max possano essere una forma di "Cluster headaches", considerati dalla scienza medica come il dolore più forte che possa esistere, così forte da essere citati come più dolorosi di un'amputazione di un arto senza anestesia, tanto da essere chiamati "mal di testa suicidio". Questo dolore sovrumano è perfetto per il personaggio Max Cohen, che sta svolgendo un compito al di sopra della sua portata, qualcosa non destinato agli uomini, qualcosa di divino. Max sta portando un messaggio sovrannaturale usando un corpo umano, per questo motivo si sta distruggendo, non è in grado di contenere questa immensa conoscenza.

Man mano che le teorie di Max si evolvono anche il film e la sua persona lo fanno. Ben presto il genio capisce che è la spirale ad essere la chiave di tutto. La spirale che si trova ovunque in natura, dalla via lattea agli organismi più piccoli, la spirale e il rapporto aureo di cui è formata, che Leonardo amava tanto, la serie di Fibonacci, la Qabbalah, il mercato finanziario, Dio... tutto sembra essere collegato in qualche modo. Se tutto è quindi una spirale, anche il film lo è. Le emicranie di Max sono sempre precedute da una musica caratterizzante, che va a crescere di intensità, così come il fortissimo contrasto bianco nero, lo stato psicofisico di Max è dentro una spirale esso stesso, esattamente come la trama del film e la risposta alla vita.


“When I am judging a theory, I ask myself whether, if I were God, I would have arranged the world in such a way”. - Albert Einstein

"Quando giudico una teoria, mi chiedo se, nel caso fossi Dio, avrei organizzato il mondo in questo modo". (trad. libera, non rende giustizia)


Piccola nota sulla questione religiosa: Lenny Meyer introduce la connessione tra le ricerche di Max e la Quabbalah ebraica. Dato che il discorso è piuttosto complesso e controverso non mi soffermerò su questo particolare aspetto, lasciando libero spazio alla discussione con i commenti. Inoltre, rivelando i dettagli di questa particolare questione, rischierei di rovinare il film a chi deve ancora vederlo, la recensione così com'è non contiene spoiler eclatanti ed è così fruibile da tutti.

π ha ricevuto decine di premi e riconoscimenti, tra cui il Premio alla regia al Sundance Film Festival (1998), oltre ad essere considerato un caposaldo del cinema indipendente. Girato in forte contrasto bianco e nero con una 16 mm, diretto da Darren Aronofsky, scritto da lui medesimo e dal protagonista del film, Sean Gullette. Il film è costato appena $60.000 (tipicamente i film costano 60 milioni), avendo come solo appoggio donazioni di amici e parenti di Aronofsky, il quale ha restituito a tutti i soldi con un extra $50 non appena il film è stato venduto ad Artisan. Si possono infatti vedere molti cameo nella pellicola, a cominciare da Clint Mansell, il geniale compositore della colonna sonora, nei panni del fotografo-spia, fino ad arrivare al padre di Darren Aronofsky nelle vesti di un distinto uomo d'affari che fornisce a Max il nuovo chip per il super computer.

[align=right:9c4c6b4eb1]Tratto dal sito www.unicinema.org[/align:9c4c6b4eb1]

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Wolf » Lun Mag 28, 2007 10:09 am

Oddio mi hai fatto venire voglia di vedermelo ADESSO!!
Deve essere fighissimo...

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ninive » Lun Mag 28, 2007 10:12 am

è stupendo , posso assicurarlo ! :bond:

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aramon » Lun Mag 28, 2007 10:17 am

Mmmmmmmmm mi tocca rimediarlo santo Emule!! heheh cosi poi vi saprò dire!

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ninive » Lun Mag 28, 2007 10:22 am

Bhe ragazzi , questo film merita , però spero non vi capiti quello che è capitato a me , ovvero , l'ho visto più di 5 volte e adesso , so le battute a memoria . Sicuramente lo vedrete 2 volte ( come faccio ade esserne sicurissima ? perchè per capirlo bene e per afferare quei piccolissimi particolari che possono sfuggire la prima volta , devi per forza vederlo una seconda volta ) . Ragazzi non mi resta che augurarvi : BUON BLOCCAGGIO !!! :annamo ar pub:

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metallica » Gio Mag 31, 2007 8:36 am

Adoro i film Thriller /horror solo una piccolissima curiosità,c'è almeno un pò di Splatter?

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ninive » Gio Mag 31, 2007 8:56 am

in questo film è quasi inesistente il " sanguinoso " , riguardo le scene truculente idem ( il film è tutto in bianco e nero , suggestivo al massimo !!!!! )

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robert » Mar Giu 05, 2007 5:29 am

Dalla presentazione,sembra che film lo abbia girato tu! buahahha
comunque lo scarico e poi vediamo il mio commento

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sabrina » Mar Giu 05, 2007 11:47 pm

Non è proprio il mio genere,anzi non lo è!Però mi è piaciuta molto la tua presentazione!
chissà forse lo guardo!

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Ale55andra » Mer Set 12, 2007 4:42 am

Film davvero spettacolare. La recensione dice tutto. Ah a proposito ne ho fatta una anche io che presto verrà messa nel sito ^^

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GnappaQueen » Lun Ott 01, 2007 6:37 am

Solo io non sono riuscita a vederlo tutto per l'angoscia che mi metteva addosso??

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Darkestdream » Lun Ott 01, 2007 3:50 pm

Posso solo dire che a me è piaciuto molto.. La ricchezza dei particolari è uno dei suoi punti di forza! E' piuttosto originale.. Fino ad ora, film del genere li avevo visti fare solo dal Signor Lynch.. Tanti rimandi interni, tanti significati e simboli da cogliere!
Comunque, non credevo che fosse costato così poco..
P.S.: Sì.. Un "pochino" angosciante lo è in effetti! Hihhihi! (belllllo! )

:vampire:S :bravvooo bissss: :annamo ar pub:

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aramon » Mer Nov 07, 2007 1:02 pm

Poi m isono scordato di "cercarlo" uaahhaha però mi farò perdonare sicuramente,quindi lo vedrò e darò il mio parere

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_-NWA-_ » Dom Dic 16, 2007 12:16 am

mai visto!!!!
ma dai vostri commenti sembra na figata :boss

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RoBoCoP » Ven Set 26, 2008 9:23 am

Un film da vedere in una serata invernale.
Molto bello girato con attenzione,una birra e via.

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